Grillo vs Grillo – l’opinione di Daniele Fabbri

Grillo vs Grillo

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Daniele Fabbri

Lo spettacolo di Beppe GrilloGrillo vs Grillo” è recentemente approdato sulla piattaforma di streaming Netflix suscitando diverse reazioni.

In questi giorni, abbiamo letto molte opinioni più o meno condivisibili e polemiche (talvolta oggettivamente sterili) sulla scelta di Netflix di aprire alla Stand Up Comedy italiana proprio con Beppe Grillo.
Tanto più che la posizione di Stand Up Comedy Italia, fin dal primo momento, è stata “il problema non si pone se dopo di lui ne arriveranno altri”, volutamente sottraendo dal giudizio le inevitabili implicazioni politiche.
Non sono mancate però delle analisi più lucide (e autorevoli) anche sullo spettacolo stesso.

Di seguito potete leggere l’opinione espressa dal comico e autore satirico Daniele Fabbri sullo spettacolo Grillo vs Grillo, come apparsa sulla sua pagina Facebook e che riportiamo nella sua totalità.

“SE HITLER AVESSE FATTO RIDERE” (di Daniele Fabbri)

I miei 2 cents sullo spettacolo “Grillo vs Grillo” di Netflix
(Non sono abituato a condividere i miei lunghi pensieri sui social, non mi aspetto grossa diffusione, ma tentare non costa niente.)

PREMESSA 1: Grazie al cazzo che Beppe Grillo fa ridere, è così che è diventato Beppe Grillo.
PREMESSA 2: Nel marketing le aziende ingaggiano i personaggi famosi per vendere i loro prodotti perché le vostre emozioni tendono a fidarsi, specie di uno che vi fa ridere.
PREMESSA 3: Nel marketing politico i prodotti da vendere sono due: un’idea di mondo migliore, e un governo che sicuramente la farà diventare realtà.
PREMESSA 4: Le battute non sono “solo battute”. Verso la fine degli anni ’90, quando volevamo dire a qualcuno che mangiava male, si usava tantissimo la battuta che Giovanni dice a Giacomo all’inizio di Tre Uomini e Una Gamba: “Mezzogiorno? Topi morti?!”; ancora oggi usiamo “Faccio cose, vedo gente” per indicare un finto intellettuale di sinistra. Prima di quelle battute si diceva “mangi male” e “finto intellettuale di sinistra”. Le battute possono cambiare il tuo modo di parlare, il tuo modo di parlare cambia il tuo modo di pensare. Inoltre, se senti uno sconosciuto che usa la tua stessa battuta, lo percepisci già come un amico, perché la comicità è un collante sociale molto forte.
PREMESSA 5: Un comico che fa marketing politico per acquisire consenso e potere usando la comicità mi fa schifo, è sbagliato, è pericoloso. Solo che vorrei provare a spiegare il perché, dal mio punto di vista di comico e satirico.

Se non vi siete già stancati di questo post e state ancora leggendo, probabilmente vi interesserà.

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SVOLGIMENTO

Uno dei colleghi più bravi del mio settore, tale Giorgio Montanini, ha espresso la sua opinione in merito iniziando con la frase di Lenny Bruce « La verità è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere. Ciò che dovrebbe essere è una sporca bugia ».

La verità da cui voglio partire io è che la politica è fatta di persone che lavorano giorno e notte per influenzare la vostra emotività (vendervi l’idea di un mondo migliore) al fine di ottenerne consenso e potere(un governo che sicuramente la farà diventare realtà).

Ora, considerando che un normale trentenne che lavora al call center può diventare una iena senza scrupoli quando deve vendere un contratto telefonico ad un anziano mezzo sordo, figuriamoci quello che può fare una persona che punta a governare una nazione.

Beppe Grillo ha diffuso tramite Netflix un suo spettacolo, ed è divertente, non il migliore dei suoi, ma certamente più divertente e “comizio-free” rispetto agli ultimi show.
Ho iniziato a vederlo con le difese altissime, e alla fine pensavo “Beh dai! Non male!”
Mi aveva quasi fregato, ‘sto bastardo!

Perché la comicità è soprattutto contesto, e se guardi lo spettacolo di Beppe Grillo semplicemente pensando che “sta facendo il comico”, dimentichi il contesto, e l’analisi della comicità non ha più senso, come quando i giornalisti riportano una battuta estrapolandola dal monologo e il senso viene stravolto.
Ho letto un paio di articoli che il contesto se lo dimenticano, e mi spiace per loro, ma hanno torto marcio.

CONTESTO: Grillo è il leader del movimento politico più potente e incarognito d’Italia, che in soli 8 anni (anno di fondazione ufficiale 2009, dice Google) ha raggiunto i risultati elettorali che conosciamo tutti, e sta lavorando per accrescerli.

beppe grillo netflix grillo vs grillo streamingIn questo contesto, Beppe Grillo ci racconta una sua storia personale, di uomo “fallito ma sognatore”. È vero che fa molte battute che prendono in giro il suo ruolo politico, ma sono battute innocue che non modificano l’emozione che si prova rispetto al suo ruolo politico -il sottotesto delle battute non metterebbe mai in discussione la sua leadership, come invece fanno le sue battute sugli altri politici- mentre invece positivizzano le emozioni del suo rinnovato ruolo di comico (“ammazza quanto è autoironico, bravo!”), e infatti viene molto elogiato per questa qualità.

Mi sono chiesto: qual è l’utilità per Beppe Grillo di fare e diffondere uno spettacolo del genere? È ovvio: l’AGIOGRAFIA.
È come il libretto “Una storia Italiana” del 2001, che Berlusconi distribuì nella cassetta postale a milioni di italiani, ai tempi quello era il modo per arrivare nelle case degli italiani, ora c’è Netflix.
È il sistema del leader che deve creare o rafforzare la sua immagine, è come Putin che si fa fotografare a cavallo.
Ma c’è una novità importante, perché se lo strumento del leader è un libretto a colori spedito per posta, o una foto machista sui rotocalchi, è chiaro a tutti che si tratta di propaganda, e tutti i giornalisti gridano al lavaggio del cervello;
se il leader usa come strumento agiografico uno spettacolo comico no, non sembra così chiaro.
“Perché le vostre emozioni tendono a fidarsi, specie di uno che vi fa ridere”.

Inoltre, ti fornisce le battute, uno strumento che tutti usiamo ogni giorno parlando di politica coi conoscenti, (mentre una foto di Putin a cavallo non ti farà venire voglia di comprarti un cavallo), solo che sono le SUE battute da usare nelle conversazioni(e se senti uno sconosciuto che usa la tua stessa battuta, lo percepisci già come un amico).

Se un tuo amico venisse da te dicendoti “Sono stato dai carabinieri, pare che io sia sospettato di pedofilia.”, tu proveresti timore e disagio; se lui continuasse dicendoti “Beh vabbè, a chi è che non piacciono le quindicenni!”, la tua tensione si dissolverebbe, la sua serenità nell’affrontare la cosa ti comunicherebbe che non c’è pericolo, la tua emozione iniziale viene sminuita, ti senti al sicuro.
Questo è il potere delle battute, e più la tua emozione iniziale era forte, più il senso di “vittoria” sarà forte.

Nello spettacolo c’è un passaggio che mi ha messo i brividi, in cui Grillo dice di avere 125 processi a suo carico, mostra sullo schermo con tranquillità e spavalderia un elenco numerato con tutte le intestazioni dei casi, e li commenta con le battute. Quelle battute servono a influenzare la tua emozione rispetto al fatto che è coinvolto in 125 processi giudiziari, un argomento che mette in difficoltà ogni politico.
Grillo ti sta dando uno strumento: quando qualcuno proverà a controbatterti in una discussione che lui ha 125 processi a carico, a livello emotivo la percepirai come una cosa innocua, perché la tensione è già stata dissolta dalla battuta. (“Se lui è così tranquillo da scherzarci nello spettacolo, possiamo stare tranquilli”)

(Giusto per darvi una misura: Lenny Bruce fallì questo punto, iniziò a parlare sul palco dei suoi processi per oscenità, ma non faceva più ridere perché non scioglieva la tensione sul tema, quindi iniziò a perdere fiducia, perdere pubblico e perdere lavoro. Per dire.)

Chiariamoci, non è che ti viene riprogrammato il cervello all’istante. Stiamo parlando di emozioni, influenze nella nostra percezione, cose minime, ma vi ricordo che il marketing, specie quello politico, è tutto basato sulle emozioni, le emozioni sono moneta corrente, ogni nuova emozione favorevole è un piccolo bonifico sul conto del tuo consenso.

Grillo fa un’altra battuta ad un certo punto, che culmina con la punchline: “L’onestà ha rovinato questo paese!”, ironia potente che si appropria a livello emotivo di una frase che viene spesso usata dai detrattori del movimento, che gli rinfacciano di sbandierare l’onestà per poi essere disonesto.
Grillo ti ha dato un altro strumento di consenso emotivo, un’arma.

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Ricordate “Enrico stai sereno”? Una battuta di Renzi entrata nel linguaggio comune di tutti noi, ho spesso sentito nelle conversazioni gente che usava “stai sereno” con chiaro riferimento. Questo sono le battute, strumenti di consenso emotivo.

La novità/il pericolo non è un politico che “fa battute”, la novità/il pericolo è proprio un politico che fa “uno spettacolo comico”. Perché se una battuta può diventare un’arma nel meccanismo del consenso emotivo, uno spettacolo comico è l’artiglieria pesante e ben rifornita.

L’altra novità è che i politici hanno sempre cercato il modo di influenzare le vostre emozioni(Renzi che va dalla De Filippi vestito da ggiovane, Bersani che si fa fotografare con le maniche arrotolate, ecc), e anche i comici satirici lo fanno.
Ma con due scopi ben diversi, come sappiamo: i politici vogliono il vostro consenso perché vogliono il potere,
il comico satirico prova a fornirvi uno strumento dialettico ed emotivo per DIFENDERVI dal potere.

La satira non conta un cazzo nella società, ma è sempre stata più forte della politica quando si gioca a “far ridere”.
Se il politico fa anche la satira su sé stesso, ed è il più bravo a farlo, ogni altra satira perderà la partita e le vostre emozioni tenderanno a fidarsi doppiamente di lui.
Se il potere controlla anche la satira sul potere, a livello emotivo è vincitore totale e assoluto, ha conquistato il vostro voto e la vostra fede.

beppe grillo streaming grillo vs grillo netflixChiaramente non sto dicendo che questo spettacolo farà schizzare al 60% nei sondaggi il M5S nell’arco di due settimane, sto dicendo che, nel processo di acquisizione del consenso che ogni fazione politica costruisce anno dopo anno, Beppe Grillo ha uno strumento potentissimo tra le mani, che altri non hanno, e che può avere la capacità di annullare significativamente ogni arma retorica che prova a controbatterlo.
Solo questo spettacolo ha annientato uno degli argomenti principali usati contro Grillo, quello dei “comizi a pagamento” dove in realtà la gente rideva poco. Ha appena dimostrato che non è così. Una bella fetta di consenso emotivo recuperata.

«La verità è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere».

La verità è che c’è un tizio che ha in mano un potere politico estremamente grande, che ha dato il colpo di grazia alla barriera già fragile che divideva la politica dall’intrattenimento, e che certamente sfrutterà la confusione che ne sta conseguendo per raggiungere il suo obiettivo, che non è vendere dvd o yogurt, ma vendere il suo movimento politico.

Quello che ho scritto è complicato, lo so. Ma funziona così, ci metterei la mano sul fuoco, rischiando, ma lo farei.

Io so che certe battute efficaci che faccio io a 70-80 persone sulla morte o sul cancro, possono influenzare i sentimenti che provano quelle 70-80 persone nei confronti dei tabù sulla morte o sul cancro.
Io so che questo effetto catartico, moltiplicato su decine o centinaia di migliaia di persone, è propaganda che può spostare gli eserciti.
Io so che questo spettacolo è una parte del piano, un piano a lunga gittata.
Io so, come diceva Pasolini. Io so ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

Ma in fondo, Pasolini si inculava i bambini,
perciò è evidente che mi sbaglio.

– DANIELE FABBRI –

 


Potete seguire Daniele Fabbri su Facebook o sul suo sito danielefabbri.net.


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