Satiriasi: La risata è il mezzo, non il fine

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Filippo Giardina

Satiriasi nasce nel 2009 da un’idea di Filippo Giardina che, dopo anni di faticosi monologhi satirici in sagre infestate da vecchi e bambini, sente l’esigenza di creare uno spazio idoneo in cui portare un nuovo linguaggio comico, e un nuovo veicolo espressivo per la satira, e pone le basi scrivendo un manifesto di quindici punti al quale chiunque avesse partecipato al progetto avrebbe dovuto aderire: in esso, dopo essere stati evidenziati tutti i difetti tipici della comicità nostrana, come l’abbondanza di luoghi comuni, di giochi di parole elementari, e la banalità e ripetitività degli argomenti trattati, è chiesto al comico di scrivere con intenti artistici più onesti e personali, spingendolo ad avvalersi del proprio vissuto per trovare argomenti di cui parlare, a ricercare in sé stesso ciò di cui sente davvero l’esigenza esprimere, ciò di cui è “saturo” appunto, utilizzando il linguaggio che trova più adatto per dar voce in maniera originale  e personale alla sua prospettiva sul mondo, e rivolgendosi a un pubblico che vede come amico.

Condivisa l’idea con Stefano Augeri (che dopo due anni abbandonerà il progetto), Filippo Giardina seleziona una squadra di dodici comedians provenienti da diverse esperienze teatrali, televisive e autoriali  pronti ad aderire al manifesto, e organizza le prime due edizioni al MADS di Roma, di fronte a un piccolo pubblico, che aumenterà man mano grazie al passa parola; infatti, nel 2011, il progetto viene spostato alla Locanda Atlantide, (sempre di Roma), dove resterà sotto la direzione artistica di Filippo Giardina fino alla quinta ed ultima stagione nel 2014, con un gruppo riformato di otto comedians, ovvero: Filippo Giardina, Giorgio Montanini, Francesco De Carlo, Saverio Raimondo, Mauro Fratini, Velia Lalli, Pietro Sparacino e Daniele Fabbri (quest’ultimo abbandonerà il gruppo nel 2013).

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Ben presto le emittenti televisive si accorgono di questa nuova ondata nascente di comicità, e cercano in qualche modo di ritagliarle uno spazio nel palinsesto:
nel 2012 Saverio Raimondo, Francesco De Carlo e Mauro Fratini partecipano alla trasmissione Un due tre stella di Sabina Guzzanti su La7, mentre nel 2013 tutti i comedians del gruppo partecipano ad Aggratis! su Rai 2, trasmissione fallimentare che evidenzia terribilmente l’incapacità di creare un contenitore adatto per questo prodotto, ricercando una formula da tipica televisione italiana (tempi brevi, studio/discoteca, presentatori/imbonitori, pubblico/immagine); anche il 2014 non sembra iniziare col piede giusto, con la messa in onda di X Love, programma “spin-off” delle Iene (Italia1), che vuole accostare a servizi giornalistici a tema sessuale/amoroso monologhi comici nella formula della stand up, nel quale l’unico proveniente da “Satiriasi” è Sparacino; ma ecco che viene annunciato Nemico Pubblico su Rai 3, con Giorgio Montanini, che vede intervallato a candid camera sociali veri e propri monologhi di stand up, nonostante il linguaggio leggermente edulcorato; infine, è Comedy Central a offrire a Satiriasi lo spazio perfetto per esibirsi, Stand Up Comedy Show, trasmissione che porta in scena senza censure (tranne rarissimi casi) la comicità mordace del gruppo, nella quale non sono i comici che vanno dalla televisione, ma è lei che si inserisce in un ambiente protetto, che richiama l’intimità tipica dell’esperienza dal vivo.

giorgio montanini satiriasi stand up comedy italiaLa peculiarità di Satiriasi sta nell’aver recuperato la cura per la scrittura e il gusto nella ricerca personale del proprio punto di vista, così come la riscoperta del piacere di fruire comicità dal vivo, faccia a faccia col comico, nell’esperienza collettiva e catartica dello stare insieme nello stesso luogo, e ridere o essere scandalizzati dalle stesse parole, e, che vi piaccia o meno, è il primo gruppo di stand up comedy nella storia dell’Italia, e sarà ricordato come tale, promotore di un’iniziativa culturale già presente nel resto del mondo, spargitore di semi i cui frutti dovranno essere colti da future generazioni di artisti che dovranno, come parassiti, suggere i nuovi succhi germinati, e, dopo averli fatti scivolare in rosei apparati digerenti, evolverli in escrementi ancor più luccicanti, ancor più pregiati, ancor più gustosi.
Io sono uno di quei parassiti, ma mi occupo principalmente di cani.

 

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