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10 nuovi album da trasmettere in streaming oggi [PASTEMAG]

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L’elefante nella stanza di questo New Music Friday non è altro che Taylor Swift, il cui tanto atteso Red (Taylor’s Version) sembra aver affascinato tutti sulla Terra (salvo Jake Gyllenhaal ). Ma non lasciare che quella bomba pop offuschi il resto dei nuovi dischi di oggi: c’è molto altro di cui essere entusiasti, dagli ultimi sforzi di Courtney Barnett e IDLES al seguito di Haviah Mighty a un vincitore del Premio Polaris, al debutto di Silk Sonic e Il ritorno di Speedy Ortiz alle loro radici. Il tuo weekend di esplorazione di nuovi suoni imperdibili inizia qui.

Aesop Rock & Blockhead: Garbology

Garbology è il primo prodotto integrale di una relazione creativa che abbraccia la carriera, che riunisce il veterano presentatore Aesop Rock con i suoi “Daylight” e “None Shall Pass” produttore Blockhead. In lutto per un caro amico a gennaio 100, Esopo si è trovato in una crisi creativa e ha deciso di scrivere la sua via d’uscita, chiedendo a Blockhead di fornire i battiti, il resto è storia. Il loro disco risultante è tutt’altro che spazzatura, prendendo piuttosto il titolo dall’idea di trovare tesori dove gli altri vedono solo spazzatura, sia rivitalizzando vecchie canzoni dimenticate come nuovi campioni, sia semplicemente raccogliendo i pezzi metaforici dopo che qualcosa di importante è andato in pezzi. Aesop e Blockhead fanno tutto quanto sopra su Garbology, facendo hip-hop che oscilla tra meditativo e aggressivo, ma non manca mai di arrestare. “Fai una valanga, farò a pezzi un intero branco di teppisti / Praticamente un sushi grizzly che strappa via il salmone”, si vanta Esopo su “Difficile”, essendo emerso dall’altra parte del dolore con una forza ritrovata. —Scott Russell

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Courtney Barnett: Le cose richiedono tempo, richiedono tempo

Things Take Time, Take Time è un disco di contemplazione, quella parola d’ordine dannatamente pigra che la gente usa quando l’arte nega loro aggettivi ovvi per descrivere un pezzo deliberatamente rilassato. Nel caso di Courtney Barnett, la contemplazione è il suo obiettivo immediato, anche se questo può essere ampliato in una storia più ampia su come arrancare nella negatività per trovare un po’ di sole. Per un disco nato dall’introspezione, però, Things Take Time, Take Time è sorprendentemente divertente. Barnett flirta con lugubrietà, ma in realtà non si impegna, perché impegnarsi in un deprimente non è il punto. Guardarsi dentro e superare la depressione, la stanchezza e altri stress significa naturalmente affrontare un certo grado di tristezza, ma Barnett raggiunge l’altro lato della sua elaborazione emotiva con ritrovato ottimismo. Dimmi come ti senti davvero non ha tirato pugni; quel disco tagliato e pungente come voleva Barnett. Ha mantenuto la musica onesta. Things Take Time, Take Time è musica vulnerabile, che rappresenta un’onestà da cui Barnett tende ad allontanarsi nella sua superba discografia. —Andy Crump

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Floating Room: Shima EP

Floating Room, il rumoroso progetto di Maya Stoner, riescono a racchiudere tante emozioni in quattro tracce sul loro Shima EP. Stoner si spinge oltre i limiti con la sua scintillante voce indie, passando a strilli assordanti. Abbracciando la grinta e l’imperfezione del grunge di ’90, Floating Room canalizza quei lick di chitarra spensierati, mescolati con un bordo graffiante che si dissolve in feedback. Che si tratti di dire addio a un amante perduto in “… See You Around” o di alzare un dito ai colonizzatori in “Shimanchu”, il nuovo disco di Floating Room è un diario conciso che contiene moltitudini. —Jade Gomez

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Haviah Mighty: Borsa

Haviah Mighty ha fatto la storia con lei

album 70th Floor, diventando la prima artista hip-hop e la prima donna di colore a vincere il Polaris Prize in Canada. La rapper, cantante e produttrice con sede a Toronto ora fa il suo tanto atteso ritorno con il suo nuovo mixtape, Stock Exchange, intitolato per il modo in cui gli artisti sono trattati come merci, il loro valore relativo plasmato da percezioni pubbliche. Ha l’onestà e l’autoconsapevolezza di riconoscere che le sue azioni sono aumentate (“Premio Polaris, ora devo mantenerlo / Sento che fanno rime, c’è molto nel mio cervello”, rappa su “Tesla”), ma il equilibrio e concentrazione da offrire nonostante la pressione delle grandi aspettative, portando intensità e autorità a brani come “Atlantic” e “Obeah”. La visione di Haviah Mighty diventa globale grazie al suo cast internazionale di collaboratori, tra cui la vincitrice di numerosi Latin Grammy spagnoli Mala Rodríguez (“Flamenco”), il rapper britannico Yizzy (“Protest”) e gli artisti americani Jalen Santoy (“Way Too Fast”) e Old Man Saxon (“Antisocial”), così come Astrokidjay (“Coulda Been U”) di Toronto, il rapper vincitore del JUNO Award TOBi (“Good On My Own Tonight”) e Grandtheft (“Avocado”)—e con Stock Exchange , il suo nome d’arte diventa solo più appropriato. —Scott Russell

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IDLES: CRAWLER

è impossibile considerare con precisione la grandezza di CRAWLER senza assolutamente schiacciare il suo primo singolo, “The Beachland Ballroom”. La canzone, intitolata allo storico locale sul lato est di Cleveland, è l’apice del disco: un’opera d’arte vulnerabile in cui Joe Talbot trascrive un attacco di ansia o una performance esplosiva, a seconda della prospettiva che ci dai. Talbot canta: “Potevano sentirmi urlare per miglia / Il silenzio che risuona per giorni”, in cima a un pianoforte a una nota persistente. IDLES avrebbe potuto giocare sul sicuro e pubblicare un altro album sulle urgenti correnti socio-politiche e sui problemi di salute mentale che li circondano. Invece, non hanno mai scavato così profondamente all’interno. CRAWLER è un progetto sui difetti, la guarigione e il recupero. È una pietra miliare straordinaria, infestata e risonante per il rock and roll, un disco che non ha paura delle proprie emozioni e della propria apertura, pieno di storie che vale la pena tornare e districare centinaia di volte. —Matt Mitchell

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Intrecci irreversibili: Apri i cancelli

La poetessa di Filadelfia Camae Ayewa, meglio conosciuta con il nome d’arte Moor Mother, ha abbracciato musica sperimentale in tutte le sue forme. Le sue poesie sul flusso di coscienza si sono tradotte in collaborazioni con artisti da The Bug a Billy Woods. Open the Gates, l’ultima pubblicazione del suo ensemble jazz Irreversible Entanglements, è un altro bell’esempio della sua versatilità. Saldamente radicato nel quadro dell’arte nera radicale e dell’afrofuturismo, Open the Gates è un’esperienza magica che, sebbene non lo richieda, beneficia sicuramente della tua piena attenzione. —Jade Gomez

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Makthaverskan: För Allting

För Allting trova il quintetto svedese Makthaverskan sfidando una nuova frontiera, registrando per la prima volta con un produttore (Hannes Ferm di HOLY). Eppure la band con sede a Göteborg – la cantante Maja Milner, i chitarristi Hugo Randulv e Per Svensson, il batterista Andreas “Palle” Wettmark e la bassista Irma Krook – continuano a evocare la felicità del dream-pop in modo affidabile come sempre nel loro quarto album completo, espandendo la loro tavolozza sonora senza perdere di vista ciò che li rende speciali. Sono brillanti e ottimisti sulla nuova ondata di “Tomorrow”, poi oscuramente avvincenti attraverso il pulsare propulsivo di “Caress” – un po’ Cocteau Twins, un po’ The Cure. Rendono il post-punk carino in “Lova”, e sono assolutamente innocenti in “These Walls”, con la voce di Milner che risuona tra le travi, come Alvvays che copre l’arena rock. Qualunque sia il modo in cui Makthaverskan sceglie di oscillare da una traccia all’altra, quelli con un debole per le voci atmosferiche rispetto alle chitarre scintillanti sono nel posto giusto accanto a loro. —Scott Russell

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NNAMDÏ: Are You Happy EP

NNAMDÏ è uno dei migliori innovatori musicali di Chicago, fondendo insieme quasi tutti i suoni puoi pensare alla tabula rasa dell’hip-hop, che è qualcosa che non perde mai. Il suo ultimo EP Are You Happy è frutto della collaborazione con il collega di Chicago Lynyn. Con NNAMDÏ che lascia tutta la produzione a Lynyn, il suo modo di scrivere le canzoni brilla. Con una voce vellutata che tiene un piede nell’R&B e l’altro nell’indie pop, NNAMDÏ viene spinto ai suoi limiti artistici grazie ai breakbeat nervosi e ai footwork di Lynyn saldamente radicati nella loro città. È un perfetto compromesso tra i due artisti, creando un entusiasmante scambio musicale che sembra ancora naturale per entrambi. —Jade Gomez

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Silk Sonic: Una serata con Silk Sonic

Una serata con Silk Sonic è eccitato. Ridicolmente arrapato. Il prodotto di un connubio paradisiaco tra due incredibili talenti, Bruno Mars e Anderson .Paak, possiede un’acuta consapevolezza di sé per lo spettacolo comico che si trova in ’70 soul e funk, disseminato di imprecazioni aggraziate e allusioni sessuali non così aggraziate. La voce classicamente calda di Mars con la raspa morbida di una carta vetrata a grana fine ha trovato la sua corrispondenza con l’altrettanto riconoscibile cantilena di .Paak. An Evening with Silk Sonic è un omaggio fatto nel modo giusto, bilanciando il formaggio con l’innegabile talento. Con una spavalderia che potrebbe attrarre più generazioni, Silk Sonic riflette su un’età d’oro della musica con tutta l’abilità dei loro predecessori. —Jade Gomez

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Speedy Ortiz: La morte di Speedy Ortiz & Cop Kicker… Per sempre

Sadie Dupuis torna a dove tutto è iniziato in questo disco, reinventando e ripubblicando la musica che ha fatto quando Speedy Ortiz era solo un umile progetto solista registrato in casa. Il doppio LP segna il ° anniversario della band raccogliendo il loro The Death of Speedy Ortiz LP e Cop Kicker EP—entrambi autoprodotti digitalmente tramite Bandcamp una decina di anni fa, ma da allora sono rimasti “in gran parte off-line”— e l’aggiunta di una serie di tracce bonus inedite intitolate …Forever. La ristampa remixata e rimasterizzata presenta “ampi aggiornamenti di produzione” di Dupuis, che ha suonato ogni strumento nelle registrazioni originali. È essenzialmente la stele di Rosetta del suono degli Speedy Ortiz, una raccolta inquieta e cruda di intimità rock da camera da letto e noise-pop accattivante. —Scott Russell

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E non dimenticare di dare un’occhiata …

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Scritto da Stand Up Comedy Italia

Stand Up Comedy Italia, con i suoi 50.000 fan su Facebook (e migliaia di lettori giornalieri sul sito), è la più grande community italiana dedicata all'umorismo Stand Up. Da quando è stata fondata nel 2014 dal comico Nicola Selenu, Stand Up Comedy Italia ha organizzato oltre 300 spettacoli umoristici in tutta Italia, ospitando i più interessanti comici italiani in circolazione ed è per questo diventata il punto di riferimento per gli spettacoli umoristici di qualità sul territorio nazionale.

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