Intervista a Mike Gunn

Mike Gunn non è un comico come tutti gli altri. Lo si capisce sin dal primo sguardo.
Cupo, faccia stanca, sorriso che vela tanta frustrazione.

Mi ha invitato in un comedy club in pieno centro a Londra. Prima del suo show, lo vedo seduto su una poltrona, con una sigaretta elettronica in mano. Mi presento, scambiamo due chiacchiere, e gli chiedo:
“Cosa rappresenta la stand-up per te?”
-Una salvezza. Senza la stand-up sarei un tossicodipendente.
Sorrido, credendo fosse una delle sue battute, lui interrompe la mia risata e mi dice:
-Non scherzo, Mi facevo di eroina e molto altro. L’ho fatto per anni. Questo mestiere mi ha salvato da una vita di miseria e droga. Sono pigro e non avrei potuto fare nessun altro lavoro al mondo se non lo stand-up comedian.

Un po’ scosso, gli auguro in bocca al lupo per la serata dandogli appuntamento a più tardi.
Il suo show va alla grande, il pubblico lo applaude e cala il sipario.

Ci sediamo in un ristorantino a Leicester Square, davanti a un pessimo caffè e inizia la nostra intervista informale a uno dei più popolari comici del Regno Unito.

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Il nostro Marco durante l’intervista a Mike Gunn

Intervista a Mike Gunn

Onorato di essere qui con te Mike e grazie per il tempo concesso a quest’intervista per Stand-up Comedy Italia. Prima domanda:

A che età hai iniziato ad esibirti come stand-up comedian?

Molto tardi, avevo 35 anni! Ora ne ho quasi 53…

Dove ti esibisci con i tuoi spettacoli? Solo qui in Inghilterra?

No, viaggio tantissimo. Faccio serate in Olanda, Thailandia, Australia, Germania ad Abu Dhabi, Doha, e persino nelle Filippine!

Leggendo questa lista, mi viene spontaneo chiederti.. e in Italia?

Beh, girerei la domanda a te…cosa c’è che non va in Italia?

Non c’è nemmeno un vero e proprio comedy club. Il movimento Stand-up sta crescendo ma siamo ancora molto indietro.
Il tipo di comicità evolutosi nel nostro paese negli ultimi 50 anni è ben diverso da quello sviluppatosi nel resto del mondo…PURTROPPO!

Non avete un posto in cui la gente si siede e ride? Non me lo sarei mai aspettato da un popolo così vivace e simpatico come il vostro…

Triste realtà…tornando a noi, guardi stand-up in TV, Netflix o YouTube? Quali sono i tuoi comici preferiti?

A dire il vero non guardo stand-up, zero. Seguo raramente Louis CK, credo sia un grandissimo, ma non mi piace vedere la comicità in TV. Lo faccio di mestiere e non voglio tornare a casa e guardare gente che fa il mio stesso lavoro.
Fra i miei preferiti c’è sicuramente Tommy Cooper, una leggenda.

Molte delle cose che hai detto sul palco sono chiaramente inventate. Ci sono anche cose vere che esprimi durante il tuo show? L’onestà sul palco la reputi importante?

Si, molte cose che dico sono vere. Ho davvero 2 figli ad esempio!
Che tu sia onesto o meno, l’importante è far ridere, io la vedo così.

Com’è la vita da educatore/genitore per uno che fa il tuo mestiere?

Difficile. Devo insegnare ai miei figli dei valori in cui io stesso non credo. Il valore dell’autorità, per esempio. Faccio il comico perché non voglio avere qualcuno che mi dica cosa fare, come posso essere un buon esempio per loro?

Ottima osservazione in effetti! E i tuoi figli guardano YouTube?

Si, guardano roba da ragazzini su YouTube. Ho dovuto comprargli un iPad perché continuavano ad usare il mio!

Quant’è difficile avere amicizie in un mondo come questo?

Ho orari davvero particolari. Lavoro principalmente la sera tardi, per un’oretta o due. I miei unici amici sono persone che fanno lavori simili al mio: attori teatrali, presentatori e principalmente stand-up comedians. Solitamente ci vediamo dopo la mezzanotte per bere qualcosa o giocare a poker.

Cosa ne pensi dei comici che rubano o copiano battute da altri colleghi? Il caso Leary-Hicks è un esempio eclatante..

Hicks era e sempre sarà un mostro sacro, Leary ha dimostrato di essere povero dentro.
Un giorno ho ricevuto una ventina di chiamate e messaggi. Un tizio era andato in TV portando del materiale scritto da me. Sono andato a un suo spettacolo qualche sera dopo, e gli ho tirato un pugno in faccia. ECCO COSA PENSO.

Le mie domande terminano qui ma Mike sembra non voler interrompere l’intervista..

Una cosa interessante è che qui a Londra, la gente ride su determinate battute.
Sul sesso o sui gay ad esempio, ridono sempre.
In Olanda ho provato a fare le stesse, identiche battute…NESSUNO RIDEVA. Il sesso in Olanda non è tabù.
Cosa fondamentale, dunque, è saper adattare i contenuti in base al luogo in cui ci si esibisce.

Gran bel consiglio, Mike.

– Marco Di Pinto

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